C’è stato un tempo dove le testate giornalistiche tradizionali che sbarcavano su internet e promuovevano i propri articoli in forma cartacea con portali di informazioni che facevano intravedere la copertina del giornale in edicola o al massimo i titoli degli articoli che poi sarebbero stati presenti in forma fisica.

Poi è stata la volta dell’introduzione di una modalità di presentazione degli articoli presenti nel giornale fisico ma pubblicati all’interno dei siti web dove solo una parte dell’articolo veniva presentata e il continuare a leggere voleva dire comprare ancora una volta il giornale in edicola.

Entrambe le tipologie di presentazione degli articoli del proprio giornale appaiono oggi vecchie e superate perché basate sul concetto per cui chi legge un’informazione on-line debba dopo continuare la sua esperienza in forma cartacea. Un primo tentativo nobile da parte degli editori di convergere l’informazione gratuita verso una modalità di fruizione delle informazioni a pagamento passando appunto dall’acquisto del proprio giornale in edicola .

Oggi sappiamo invece che l’informazione online segue determinate regole mentre quella legata al mondo del giornale fisico altre, che possono anche alle volte convergere, ma che spesso determinano due tipologie di lettori che nella maggior parte dei casi e non coincidono.

Se gli articoli online devono avere titoli d’effetto e una lunghezza di contenuti tutto sommato limitata per seguire le esigenze di chi effettua una lettura veloce soprattutto dal proprio smartphone, l’informazione sul giornale tradizionale e invece è rivolta a chi cerca un miglior approfondimento della notizia per cui gli articoli appaiono più strutturati è semplicemente più lunghi.

E quindi inutile oggi presentare ancora testate online, come mi è appena capitato di leggere, in cui si rimanda una lettura completa dell’articolo in edicola.

Un errore Non solo sul piano pratico per cui l’utente medio la sola possibilità che ha è fuggire da questo sito web e probabilmente per non tornarci più ma anche sul piano economico per cui lo stesso articolo non genera una influenza tale da creare un meccanismo di esposizione per creare un flusso di sponsorizzazione all’altezza della qualità dei contenuti che oggettivamente continuano a essere nascosti.

Il fatto che molte testate giornalistiche che oggi presentano articoli completi e hanno già abbracciato questa tipologia di presentazione delle proprie notizie hanno in pancia all’interno dei loro portali ancora articoli strutturati alla vecchia maniera. Articoli che generano traffico ma che in sostanza non generano tante conversioni quanto potrebbero.

Perché non prendere gli articoli più performanti dalla propria testata che risultano ancora incompleti e trasformarli i testi più ricchi?

La sfida è aperta ed impegnativa ma forse risultato finale Può risultare più soddisfacente di quanto si pensi.