Come già annunciato da diverso tempo Google Foto da oggi 1 giugno 2021 non permette più il caricamento gratuito te le immagini sui propri server. Una scelta dettata da diversi fattori che vanno anche oltre quello che si potrebbe pensare.

Dal momento dell’annuncio da parte di Google del cambiamento delle regole in gioco per quanto riguarda il suo servizio di storage delle immagini la maggior parte degli utenti ha pensato come questa scelta sia stata legata alla volontà da parte dell’azienda di passare all’incasso: Ovvero fino ad oggi questo servizio è stato fornito gratuitamente oggi per poter continuare è necessario pagare una quota annuale.

Quali sono i veri motivi per cui Google diventa a pagamento?

Facendo la tara per cui i soldi sono sempre soldi e anche al gigante di Mountain View di certo non fa dispiacere raccogliere nuovo denaro da tutti gli utenti che fino a oggi hanno usato il servizio gratuitamente, viene però da pensare che forse c’è anche altro dietro a questa scelta.

Fino ad oggi si è sempre detto che servizi come Google Foto fossero offerti gratuitamente perché avevano come base il reciproco consenso per cui la gratuita fosse subordinata alla cessione di un po’ di privacy da parte degli utenti. Dall’altra parte Google ha da sempre potuto usare questo servizio come palestra di apprendimento tecnologico per i propri sistemi di intelligenza artificiale avendo una base di accesso enorme su cui sperimentare al meglio tutte le possibili funzionalità di riconoscimento dell’immagine, che solo con un database così grande di immagini può evolvere nel migliore modo possibile.

Oggi però le cose stanno cambiando e la privacy è sempre più al centro delle scelte da parte degli utenti che in questo ultimo periodo si ritrovano spesso nel cominciare a ragionare sul fatto di non voler più cedere parti della propria vita in cambio di forniture gratuite i servizi

È proprio in questo ambito che il servizio di Google Foto diventando a pagamento si trasforma in qualcosa per cui il liberi tutti e va tutto bene non è più concesso. Trasformando il servizio da gratuito a pagamento le regole del gioco cambiano così come le aspettative di privacy da parte degli utenti che oggi pagando una quota in abbonamento per lo sfruttamento del server hanno in coscienza la pretesa di un trattamento diverso dei propri dati da parte di Google

La Privacy è il post Gratis?

Un cammino che fino ad oggi è stato poco dichiarato da parte dell’azienda californiana ma che probabilmente sta gettando le basi su quanto potremmo vedere in futuro rispetto anche all’utilizzo anche di altri servizi offerti agli utenti: Un cambio di rotta su su qualcosa che fino ad oggi si è basato sul fatto di essere gratuito a patto (intrinseco) di cedere parte della privacy e di ricevere pubblicità in cambio

Anche Google quindi si appresta forse ad una trasformazione del modello di business così da andare incontro alle sempre più alte richieste da parte degli utenti che pongono sempre di più attenzione alla propria privacy;  e dall’altra la sempre di più incessante presenza di una concorrenza che sull’argomento si fa sempre più agguerrita.

E’ giunto quindi il momento per cui è la Privacy il grimaldello per scassinare il tutto gratuito? E’ il momento del post gratis?