Prima era Wallet, e con prima intendo Windows 98, giusto per capirci, ora è Pay, tanto Pay, fortissimamente Pay.

Così come successo ad Android,  e quindi a Google, che ha deciso di rinominare il proprio servizio di pagamento elettronico da portafoglio (Wallet) in Pagamento (Pay) anche Microsoft si adegua ed introduce la terminologia Microsoft Pay

Un adeguamento della terminologia commerciale che naturalmente ricalca quanto già portato avanti da tempo da parte di Apple. Ancora una volta l’azienda di Cupertino risulta essere quella che in fatto di marketing alla meglio riuscendo a far modificare i nomi commerciali dei servizi anche dei propri concorrenti.

Passare dalla terminologia portafoglio che indica qualcosa di sicuro e conservato, a pagamento, non è però solo un cambio a livello di terminologia applicata al marketing ma anche di una visione Futura dell’utilizzo della tecnologia da parte dell’utente.

Forzando un po’ nei termini possiamo dire che se Wallet corrisponde ad un’economia basata sul risparmio, tipo quella nostrana, il termine Pay ci induce certamente in un qualcosa di molto più legato al mondo del consumismo, all’americana per intenderci.

E dunque chiaro che la modifica di un nome commerciale di un prodotto di un servizio che può diventare così di massa e anche qualcosa che va oltre la semplice utilità dell’applicazione ma diventa un motivo stesso di utilizzo del device sia esso smartphone tablet o PC.

Spazio dunque a Microsoft Pay ed a tutto quello che da ora in poi ci girerà attorno. Non solo in digitale. 

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