Qualcuno di voi non ha mai sentito parlare di WeChat Pay? Questo sistema di pagamento integrato in quello che prima era una semplice chat, ovvero wechat, e che in Cina oggi equivale ad un servizio completo di moltissime funzioni,

Con WeChat Pay si utilizza un QR Code personale con cui tutti gli utenti possono scambiarsi denaro all’interno della chat in maniera facilissima ed altrettanto veloce. Tanto comodo da diventare uno standard per i micro pagamenti non solo tra persone ma anche tra persone e negozi: Niente contanti, niente banche, solo un credito sul proprio smartphone.

WhatsApp Pay é pronto al lancio ed é molto probabile che lo vedremo all’interno dei nostri smartphone entro 6 mesi.

Si avete capito bene WhatsApp é pronto a debuttare nel mondo dei pagamenti con un proprio servizio dedicato che si chiamerà probabilmente WhatsApp Pay. Una vera rivoluzione che può cambiare il baricentro dei piccoli pagamenti andando a trasformarsi in un sistema con cui tutti potranno pagare ovunque con il proprio cellulare. Un WeChat Pay non più relegato all’utenza cinese, ma attivo in tutto il mondo, e soprattutto, attivo in Italia.

Dopo una serie di test con cui sono stati coinvolti utenti in India già a partire dal 2018 il nuovo sistema di pagamenti sembra andare velocemente verso la giusta strada.

Proprio per questo motivo Zuckerberg oggi é pronto a lanciare il sistema anche in altri parti del mondo.

Con Whatsapp Payments potrete inviare denaro in maniera semplice e rapida come inviare una immagine. Sono davvero entusiasta e mi aspetto di implementarlo in diversi Paesi e fare molti progressi nel prossimi sei mesi.

Questa volta si fa sul serio, Italia compresa

Come detto il sistema é pronto a debuttare nel mondo é questa volta anche in Italia, in cui WhatsApp ha una percentuale di diffusione tra le più alte del globo.

Un nuovo paradigma che renderà ancora di più obsoleto l’uso del contante, che si porrà come intermezzo tra l’utilizzo delle carte di credito, dei bancomat e delle carte di debito.

Un sistema più vicino al classico scambio moneta del portafoglio perché rapido e sostitutivo di quanto può essere quello utilizzato fino adesso, che in qualsiasi modo si voglia chiamare rimane una transazione finanziaria con cui un ente, tipicamente una banca, effettua il passaggio di denaro tra soggetti.

É probabilmente vero che WhatsApp Pay userà, soprattutto inizialmente, un sistema basato anch’esso su banche per garantire le transazioni e per gestire le ricariche del credito, ma poi, a regime, diventerà un default di scambi di moneta elettronica tra borsellini.

Scambi veloci di credito per l’acquisto di beni in negozi tradizionali e naturalmente online all’interno degli ecommerce che lo supporteranno.

Un sistema diverso da quello ora utilizzato non solo dalle carte di credito e debito, ma anche da sistemi come Apple Pay o Google Pay, perché non interfacciato con un sistema garantito da conti correnti, o conti deposito, ma dal semplice credito digitale.

Non tutte rose e fiori per il debutto

Se quanto detto sembra una strada in discesa senza ostacoli ancora no si sono fatti i conti con i controlli dei Paesi dove questo sistema potrebbe debuttare.

Sono quasi 3 miliardi gli utenti che ogni mese accedono alle piattaforme della galassia del buon Zuck (Facebook, Instagram, WhatsApp, Messenger), tanto da spostare una intera economia di una Nazione; Tanto da far alzare le antenne alle banche centrali ed i governi che naturalmente vorranno in qualche modo porre il veto ad un sistema di pagamenti peer-to-peer, UPI (Unified Payment Interface), difficilmente controllabile. Con un borsellino controllato è gestito all’interno dei server di Facebook.

WhatsApp Pay sulla piano puramente tecnico e sociale ha tutti gli elementi per diventare il prossimo sistema di pagamento, ma proprio perché troppo facile e troppo veloce, con la possibilità di una adozione di massa incontrollabile, il suo debutto é tutt’altro che certo.

Ricordiamo tutti Libra vero?