E cosi anche Google si è messa a proporre video corti, veloci e che possano essere fruiti in un batter di dito.

Stiamo parlando di YouTube Shorts la novità introdotta nella propria piattaforma che scimmiotta in qualche modo quanto già proposto da tempo da TikTok, e ripreso da Instagram con i Reels.

Più corto vuol dire più superficiale?

La novità disponibile da poco anche in Italia è una selezione di video con cui tutti gli editor di YouTube possono contribuire a patto di mettere insieme filmati che non devono durare più di 60 secondi (e non meno di 15 secondi). Una necessità che rende obbligata la modifica dell’approccio alla progettazione e generazione dei filmati.

YouTube Shorts introduce una modalità di fruizione dei contenuti veloce e rapida rendendola perfetta se utilizzata dal mobile. Una modifica del punto di vista che a prima vista può sembrare superficiale ma che nella realtà porta appresso un sistema di creazione dei contenuti per cui la fantasia e l’originalità devono sempre di più essere al centro di un progetto.

Colui che vuole essere un Social Network

Un passo verso una direzione che ci conferma (se mai ce ne fosse stato bisogno) come YouTube sia a tutti gli effetti un Social Network capace di attrarre verso di se profili di utenti sempre diversi con interessi diversi ma accumunati dalla quel media che da sempre affascina tutti: il video!

  • YouTube oggi è adatto alle aziende perché dentro di esso possono caricare contenuti per spiegare al meglio i proprio prodotti.
  • E’ adatto ai professionisti che possono al loro interno tenere lezioni e spiegare i servizi.
  • E’ adatto agli utenti perché ognuno può caricare i filmati delle proprie vacanze o dei propri amici animali.
  • Ed oggi è adatto a tutti ovvero anche a quella fetta di mercato che non si è mai interessato di caricare contenuti su YouTube perché ha sempre ritenuto più difficile il suo approccio sia dal punto di vista progettuale (effettuare un filmato non è veloce come scattare una fotografia) e sia tecnico ovvero la scomodità di caricare filmati di una certo peso.

Dopo le stories arrivano quindi gli shorts ed assieme ad essi la continua volontà di Google di rendere il proprio contenitore di Video il proprio social network di riferimento: come farlo se non introducendo strumenti che possano essere utilizzati velocemente dallo smartphone (i social sono frequentati dal 98% di utenti da mobile) ed in maniera estremamente facile come un filmato che dura un attimo?

Ed, in fine, se ci riflettiamo bene, non è proprio il mondo social quello che è sempre mancato dalle parti di Mountain View?