È di questi giorni la notizia che la capita lizzazione di Apple nella borsa americana sta superando ogni record precedente arrivando addirittura superare da sola intero indice Dax quello tedesco per intenderci della borsa di Francoforte.

Ancora una volta sento parlare che questo risultato è ottenuto grazie a la tenuta dei dispositivi come iPhone ed iPad e allo stesso tempo alle pendici di questi strumenti comunque in crescita nonostante il livellamento e la distribuzione degli stessi già capillare nel mondo.

Questa analisi fatta dai non addetti lavori mi sorprende poco, Non altrettanto il pensiero di chi tutti giorni scrive e commenta sul mondo te tecnologia ed in particolare all’interno di quanto succede dalle parti di Apple.

Non è possibile affermare oggi che la crescita di Apple sia ancora legata alla vendute del mondo iPhone.

La svolta dell’azienda di Cupertino messa in piedi da Tim Cook non parla di hardware ma di software e soprattutto dei servizi che ruotano attorno.

La fiducia degli investitori non è più direttamente collegata con le vendite dei così detti iDevice in quanto tali, Ma è piuttosto legata a tutto quanto ci si può tra costruire attorno a questa base hardware che diventa una perfetta piattaforma di crescita costante dell’offerta.

Dalla lettera I alla lettera A(pple)

Quando il buon Cook ha cominciato ad offrire strumenti e servizi con “Apple” nel suffisso e non “i” il percorso dell’azienda è stato più che chiaro.

Ed è proprio da quel momento che la prosperità è ricominciata, seppur con un logico momento di appannamento frutto di un cambio di strategia.

La vision intrapresa oggi ricalca quanto fatto anche da Microsoft a guida Nadella, ovvero concentrarsi sui servizi ed offrire strumenti hardware e software che possano facilitarne l’utilizzo.