Un tweet di Joe Belfiore ha messo la parola fine a Windows Phone lasciando con l’amaro in bocca e con un velo di tristezza quelli che come me per un certo periodo di tempo avevano creduto a questo sistema operativo.

Prima di una qualsiasi considerazione è giusto rammentare in quale contesto debutta Windows Phone nel 2010: ieri come oggi il mercato è dominato da Android e iPhone (con una piccola percentuale accaparrata da BlackBerry) . La differenza sostanziale è però il fatto che se Apple continua a proporre device di ottima qualità e velocità come succede oggi, la stessa cosa non accade per i dispositivi Android, soprattutto se pensiamo a quelli di fascia bassa. Una zona di mercato decisamente allettante che in quel momento storico vede protagonisti utenti che non sono ancora passati al mondo smartphone e continuano a utilizzare i vecchi telefoni cellulari dove la parte da padrone la fa Nokia.

La velocità di esecuzione delle applicazioni la fluidità dei dispositivi ed un sistema operativo ottimizzato per girare anche su smartphone economici sembrano essere la chiave vincente per un futuro florido per Windows Phone, considerando anche il fatto non secondario di essere sviluppato direttamente da un gigante come Microsoft, e con la garanzia che tutte le ottimizzazione del sistema operativo vengono gestite centralmente dall’azienda di Redmond senza lasciarla al libero sviluppo dei vari produttori.

Una premessa molto convincente nel lato teorico e tecnico ma che da subito vede una limitazione sia per quanto riguarda la possibilità di sviluppo di applicazioni  e sia per quella parte non fondamentale a livello tecnico, ma che a lato consumer diventa principale: 

Le celle non piacciono a nessuno.

La grafica del sistema operativo Windows Phone è oggettivamente brutta e vecchia,  anche se innovativa! ( introduzione di un apparato grafico che non ricalca lo scheumorfismo usato dai concorrenti fino ad allora non è ancora compreso dagli utenti).

La sua bruttezza e le applicazioni che non sono certamente a livello di Android e iPhone decretano la sua morte già prima di cominciare. 

L’utilizzo delle Celle come grafica ha decretato la fine non solo di Windows Phone 7 ma anche del suo successore Windows Phone 8, sistema operativo uscito con l’intenzione di ridare più spinta alle vendite, ma che alla fine si è dimostrato anche’esso inconsistente nell’apparato grafico e funzionale (seppur migliorato) decretando ancora una volta un insuccesso.

Le stesse celle hanno oggi decretato la fine di Windows Mobile avendo nel contempo fatto strage anche delle versioni desktop del sistema operativo ( di Windows 8 non se lo ricorda nessuno?). Inutile è stato il colpo di coda che ha visto per un certo periodo Windows, soprattutto in Italia, tenere testa nei numeri alla diffusione di iPhone. Un fuoco di paglia che nasce solo e soltanto dal fatto di avere come protagonista Nokia com produttore hardware, e di come il brand Finlandese sia ben amato nel Nostro Paese.

Se un cambio di rotta è stato possibile con Windows 10, grazie l’intervento di Nadella (CEO di Microsoft) al suo arrivo ai vertici aziendali riportando il classico Start ed il desktop più funzionale e già famoso in Windows 7 nelle scrivanie di tutti i computer, la stessa cosa non si può dire nel mondo mobile essendo Windows Phone alla base di un’esperienza d’uso che necessariamente ritroviamo in Windows 10 mobile. 

La conseguenza è la morte della piattaforma con conseguenze che possono portare lo stesso Windows 10 desktop ad un difficile bivio essendo legato in parte al mondo a “celle, chiamate Universal Apps ma che nella pratica sono applicazioni che la maggior parte delle persone non utilizza. Anzi quasi non ne sa dell’esistenza.

E noi in ogni caso ci avevamo creduto

Si perché visti tutti i problemi appena elencati le funzioni proposte, unite ad il fatto di essere innovativi e trasversali nelle piattaforme, ha sedotto molti di noi nel tempo.

Un amore nato più di un quinquennio fa ma che nella pratica non è mai veramente sfociata in amore puro. Una passione mal ripagata e spesso mal valutata da Microsoft, con idee e ripensamenti spesso contrastanti nel tempo. Conseguenza: abbandono della piattaforma.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn