Diciamoci la verità: a chi è mai piaciuto Google+?

Facendo la tara tra i duri e puri, e chi lo utilizza a livello professionale, gli utenti entusiasti sono veramente pochi.

Ed allora perché tenere aperto un servizio che nella pratica non è mai decollato?

Ad esclusione di alcune zone del mondo (ricordo il Sud America) il social network by Google non è mai stato motivo di entusiasmo, tanto più nelle nostre latitudini, neppure al momento del suo debutto e neppure quando l’azienda per un certo periodo ha obbligato i suoi utenti ad iscriversi al servizio per poter attivare anche un solo semplice Account su Google.

Una mossa quella di obbligare gli utenti all’iscrizione senso e che ha avuto come risultato il fatto di avere numerosi iscritti, certamente, ma pochissimi utenti attivi creando un risultato inutile se non peggiore di quello voluto. Disastro!

Un pretesto?

Da tempo l’aria che tira dalle parti di Mountain View sembra proprio quella di una soluzione definitiva volta a chiudere il tutto ed il pretesto dei 500.000 utenti coinvolti nella falla di sicurezza sembra essere non solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso ma il vero pretesto da utilizzare come acceleratore della fine.

Un inizio della fine che se nella pratica parte dalla versione consumer di Google+, nella realtà mette una pietra tombale su tutto il carrozzone.

Google+! Ne sentiremo la mancanza?

Credo che quella icona rossa sul vostro smartphone con una bella G in primo piano sia una di quelle applicazioni che per gli utenti Android significano “quella lì c’è perché è di Google”.

Personalmente la stessa non ha motivo di interesse all’interno dei miei touch. E voi?