L’arrivo del servizio Apple One anche in Italia conferma ancora una volta la volontà delle grandi tech company non solo si basare la propria offerta su prodotti software e hardware, ma soprattutto dei servizi ad essi collegati

Un unico scopo ma anche con Visioni diverse che i Big usano per entrare nei piaceri dei consumatori

Se da una parte abbiamo Apple, e Microsoft, che propongono device di alto livello con una marginalità anche importante sull’hardware, dall’altra abbiamo Amazon, ed in parte Google, che distribuiscono i loro prodotti con un prezzo veramente aggressivo.

Vedute diverse ma con lo stesso fine di entrare all’interno delle scelte di chi acquista, per poi offrire servizi molto succulenti che tengano legati gli utenti al marchio.

Il tutto con sempre meno vincoli perché se il legame device e servizi risulta importantissimo, scelte come Microsoft di allargare il bacino di utenza offrendo i propri strumenti a tutti senza vincolo di piattaforma sembra comunque pagare molto positivamente in termini di risultati.

È la stessa Apple a confermare questo trend, andando anche contro il suo credo storico di chiusura totale in termini di offerta/piattaforma offrendo oggi parti della sua offerta di servizi disponibili anche su Android, Windows e SmartTv (qualcuno ha detto Apple Music o Apple TV+?)

Forse seguendo proprio l’esempio di Microsoft per cui i tempi di Ballmer e della sua chiusura totale attorno al mondo Windows sembrano stati definitamente cancellati, che anche dalle parti di Cupertino siano sempre di più predisposti ad allargare l’offerta in ogni modo