Nel 2021 Telegram avrà la pubblicità (con un modello di business interessante)
Telegram é da diverso tempo una realtà consolidata nel panorama delle applicazioni che utilizziamo tutti i giorni sui nostri smartphone e device. Questa applicazione che nasce come chat alternativa a Whatsapp é sempre di più grande ed indipendente.

La crescita esponenziale di questa startup diventata ormai matura necessità oggi della presa di posizione dei propri vertici aziendali nella considerazione del modello di business da utilizzare per rendere il servizio remunerativo.
Lo stesso co-fondatore Pavel Durov ha spiegato la necessità del servizio di trovare risorse per continuare ad offrire la stessa qualità con una più alta conformità alla privacy.
Come fare a conciliare Privacy con Business su Telegram?
L’idea è quella di pianificare un modello di business basato sul cosi detto “one-to-many” ovvero sponsorizzazioni che siano non solo pensate per essere ottimizzate verso l’utente che le legge (e non è una novità), ma anche, e soprattutto, inserite in sezioni ben specifiche di Telegram: ovvero i gruppi.
Se le chat individuali continuano e continueranno ad essere un luogo privato, in cui alcuni servizi come Messenger di Facebook hanno cominciato ad inserire la propria banneristica, dalle parti di Telegram questo inserimento continua ad essere un tabù.
L’idea è quindi quella di offrire pubblicità targettizzata allo stesso modo dei tanti social network ma gestendo la visualizzazione all’interno di determinate chat e gruppi di discussione.
In pratica al momento in cui utilizziamo Telegram come chat privata tra noi ed altri interlocutori, gruppi compresi, le sponsorizzazioni non vengono attivate. Nel momento in cui, invece, le chat diventano di gruppo pubblico e questi gruppi diventano veri e propri luoghi di incontro, e ce ne sono molti sul servizio, allora lo stesso luogo può diventare una postazione dove visualizzare gli annunci.
Sponsorizzazioni all’interno dei gruppi “aperti”
Se pensiamo che spesso i gruppi di discussione “aperti” sono tendenzialmente riferiti a determinati argomenti si può quindi ragionare sul fatto che un potenziale cliente che vuole pubblicare qui i propri annunci può sfruttare una platea già targettizzata ed interessata.
Con questa mossa Telegram può ottenere quindi due vantaggi: il primo rende le chat private non popolate di pubblicità dando l’idea all’utente di un certo mantenimento della privacy, il secondo, invece, offre alle aziende che pubblicizzano i propri prodotti chat popolate con già determinati target selezionati.
Può essere questo un modello da applicare anche ad altri servizi di messaggistica istantanea?
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