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Utilizzare i Social al fine di ottenere click non voluti, se non addirittura fraudolenti, è una attività che possiamo considerare già matura. Una piaga che già da tempo è conosciuta anche dagli amministratori dei Social Network ed è costantemente non solo monitorata ma anche combattuta con tutte le armi a disposizione di chi gestisce anche i più popolari servizi.

Se da questo lato molto si sta facendo all’orizzonte sterminate praterie di cui prendere possesso sembrano profilarsi all’orizzonte e sono quelle legate al mondo delle chat che si configurano oggi con i servizi di comunicazione istantanea come WhatsApp o altri.

Questi Servizi di Instant Messaging sono il vero standard delle comunicazioni globali diventando in qualche modo vere e proprie miniere d’oro per i truffatori che possono utilizzare il sempre verde sistema del passa parola per generare una veloce e concreta proliferazione.

Se attraverso Facebook il messaggio subliminale seppur utilizzando la stessa logica di condivisione passa comunque attraverso lo streaming dei contenuti trasformandosi cosi in un messaggio da link esterno che, grazie alla maturità degli utenti, viene molto spesso intercettato anche dai più sbadati, ora più che mai “addestrati” nel filtrare ciò che viene visualizzato dallo schermo del proprio computer o smartphone.

La messaggistica istantanea in qualche modo prevarica questo controllo a priori perchè ritenuta più sicura in primis e, soprattutto, più intima, personale, unica! 

E’ proprio il fatto di essere cosi “personale” che porta WhatsApp e tutti gli altri ad essere il nuovo eldorado per chi ha intenzione di creare campagne virali fraudolente, basate magari su semplici click o piccoli e facili quiz a cui partecipare al fine di ottenere grandi sconti o facili guadagni.

Non a caso le ultime notizie che riguardano iPhone 6s svenduti su Amazon o Buoni da 150 euro offerti su Zara hanno fatto talmente successo da diventare casi di studio e veri e propri allarmi da parte dei più esperti. La loro veloce proliferazione ha addirittura smosso gli uffici di marketing delle aziende coinvolte obbligati a diramare comunicati atti a confermare la totale estraneità dei fatti ed allo stesso tempo richiedere agli utenti di non diffondere ulteriormente la truffa.

Se il livello di attenzione è sempre più alto durante la navigazione sul web, se i fari rimangono ben accessi durante la navigazione sui Social, oggi è sempre di più necessario da parte degli utenti un ulteriore passo in avanti anche a livello di comunicazioni personali perchè se è vero che le chat istantanee portano un beneficio indubbio nella comunicazione, è anche vero che la loro velocità è oggi strumento stesso di proliferazione di truffe. A tutti i livelli.

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