Facebook Like

C’era un tempo in cui all’interno dei Social Network eravamo davvero in pochi. Un non-luogo associato ad un non-tempo in cui virtuale faceva rima cone spirituale ovvero non concretamente tangibile. Erano anni di connessioni tra persone sconosciute erano fatte di nickname e maschere virtualizzate per nascondere ciò che di intimo e più vero ognuno di noi poteva essere.

Poi arrivò Facebook e con esso tutto ciò che noi pensavamo essere un qualcosa di scollegato alla vita reale, di colpo divenne…reale.

Il social network creato da Zuckerberg non solo fu il cavallo di troia di un altro modo di comunicare tra le persone sul web ma è fu anche il primo strumento di massa che ha avvicinato il proprio essere reale con il proprio io digitale. Nomi, cognomi, indirizzi, fotografie, immagini e informazioni personali di colpo furono di dominio pubblico catapultando noi tutti in qualcosa di sempre connesso tra ciò che si trova all’interno di un server e quello che si trova nella vita fisica, intesa carne ed ossa.

Un percorso di trasformazione arrivato fino ai giorni oggi e che trova sempre di più spazio all’interno delle vite reali che deve far pensare molti ma che in realtà sembra non importare a tanti. Casi di cronaca di questi giorni come il poliziotto sospeso per un messaggio su Facebook ed ancora di più la sospensione di un dirigente della polizia per un semplice Like offre il fianco ad una analisi da chi come me vive di web ed ha ben presente le armi collegate ai Social Media.

UTILIZZARE I SOCIAL NETWORK IN MODO CONSAPEVOLE

E’ possibile essere licenziati per un Tweet? E’ possibile essere sospesi per un semplice Like? A qualcuno sembra incredibile ma in questa vita sempre di più connessa tutto questo non solo è sostanzialmente possibile, ma è quello che nella realtà succede. Oggi tutto quanto scriviamo su Facebook o pubblichiamo sul web, quanto inviamo messaggi su Twitter o fotografiamo su Instagram non è soltanto qualcosa dato in pasto ai propri amici o follower ma è una parte di noi che si trasferisce nei mezzi ma che naturalmente non perde il suo legame con la nostra persona.

Una situazione che a molti, soprattutto i più giovani, sembra non essere ben compresa. Un fatto di cui mi capita spesso di confrontarmi e dove capisco di non trovare adeguata comprensione. Pensiamo a quanto ogni giorno viene pubblicato su Facebook o sugli altri Social Network e quanto di questo possa essere evitato.

Il segreto per l’utilizzo giusto dei Social Networks non è certamente auto-limitarsi nel pubblicare opinioni e materiale digitale ma deve essere il giusto equilibrio tra una sporadica sbronza di una serata tra amici e quella della messa domenicale. Trovare il centro di noi stessi anche nella vita digitale è fondamentale. Usare questi strumenti come armi per avvicinare i propri amici e mettere in guardia i nemici è la scelta più giusta ma è anche la cosa più difficile.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn