Galaxy S6

La fiera dell’elettronica mobile più importante d’Europa e forse del mondo ovvero  il Mobile World Congress 2015 di Barcellona è iniziata ieri (almeno per quanto riguarda i giornalisti) ed ha aperto ufficialmente i battenti oggi mostrando a tutti le novità tecnologiche che arriveranno nelle mani e nelle tasche degli utenti durante tutto il prossimo anno.

Tra i produttori più attesi c’è ancora una volta Samsung, che grazie all’assenza perpetua di Apple, è senza dubbio la regina dei riflettori di giornalisti ed appassionati. Le luci della ribalta sono quindi accese per il nuovo Samsung Galaxy S6 il top di gamma  del produttore coreano che mai come quest’anno mi sta convincendo e non poco.

Colui che vi scrive ha avuto la fortuna (e a volte la sfortuna) di provare praticamente tutti i Samsung Galaxy S in circolazione e di aver posseduto nell’ordine un Galaxy S, un Galaxy S2, due Galaxy S3 ed un Galaxy S4. All’appello è mancato il Galaxy S5 che fin dall’inizio non mi ha convinto sotto quasi tutti gli aspetti.

ANDARE OLTRE IL CEROTTONE

Fino a ieri ho ritenuto Samsung lanciata verso un vicolo cieco in fatto di smartphone della serie S con poche idee, troppe rivisitazioni ed una cozzaglia di buon propositi racchiusi in aggiornamenti fatti di novità tecnologiche integrate ma con poche idee in fatto di design. Il cerottone come lo chiamano in molti è l’espressione massima di questo poca convinzione nella ricerca del design ed è per questo motivo che mi ha costretto a tenermi alla larga dalla quinta serie.

Ieri alle 18.30 durante Unpacked 2015, ovvero l’evento di presentazione, qualcosa pero è cambiato. Il nuovo Samsung Galaxy S6 non solo è frutto di un coraggio dell’azienda ad affrontare nuove linee e ricercare nuovi stimoli ma è anche la consapevolezza di un mercato oggi maturo e sempre di più alla ricerca di stile e design a fianco della pura tecnologia e potenza.

Galaxy S6 black gold

Samsung con Galaxy S6 e soprattutto con Galaxy S6 edge ci mette a disposizione uno smartphone in metallo, con vetro e design di livello, poca plastic e tanta sostanza. Si è finalmente andati oltre l’ingrandimento dello schermo e l’aggiunta di funzioni per lo più inutili.

È vero l’assenza della batteria ricaricabile, l’assenza del supporto di espansione alle schede MicroSD può essere una limitazione ma la sua versatilità ed ergonomia suggerisce un utilizzo da parte di una utenza che cerca il bello nell’uso ed accetta la poca flessibilità a favore di un utilizzo pratico giornaliero.

UN RITORNO AL PASSATO PER GUARDARE AVANTI

In questo bisogna dirlo Apple con il suo iPhone continua a far scuola mettendo a disposizione un device che sappiamo essere poco flessibile ma allo stesso tempo piacente così da diventare un must. Cosi come successe con il primo Galaxy S la casa coreana attinge a più mani all’idea portata avanti da Cupertino nella speranza di un deciso cambio di rotta nelle vendite che, mai come in questo periodo, hanno visto una determinata flessione.

Samsung quindi si ricrede ed in qualche modo torna sul luogo del delitto proponendo uno smartphone della serie S che non copia iPhone per le linee stilistiche ma ne ricalca il concetto diventando l’alternativa Android ad iOS per l’utente indeciso tra iPhone e qualcosa d’altro. La mossa libera il campo a dubbi lasciando cosi agli altri produttori il diventare l’alternativa per l’utente indeciso tra Samsung e qualcosa d’altro

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