Non è in alcun modo mia intenzione parlare di politica attraverso questo blog ma quanto successo in Turchia venerdì notte merita una mia piccola riflessione almeno per quanto riguarda l’aspetto tecnologico.

Quella notte il tentato golpe messo in piedi da una parte di militari non solo ha visto come protagonista mediatica La televisione con le immagini che provenivano dalle strade e dai ponti del Paese ma anche, in questa è una novità, dall’iPhone della conduttrice televisiva della CNN turca.

Dallo schermo dello smartphone il presidente turco Erdogan esordiva in una intervista in diretta attraverso FaceTime il popolare software di messaggistica ufficiale di Apple. Immagini e parole che esortavano la popolazione a tener duro e ribellarsi da quanto stava succedendo sulle strade.

Il mezzo tecnologico utilizzato le modalità di trasmissione e già completa unilateralità del messaggio porta oggi a pensare quanto la tecnologia possa cambiare non solo i rapporti tra le persone ma forse anche i destini dei governi e delle Nazioni. Solo la fluidità dell’applicazione le immagini tutto sommato nitide e la nessuna esitazione della trasmissione un vero del flusso video hanno permesso ad Erdogan di emanare il proprio messaggio in maniera qualitativa sufficiente e quindi con una prepotenza mediatica molto forte.

Oltre alla televisione oltre ai Social Network un altro protagonista tecnologico si affaccia sul territorio comunicativo che ogni movimentazione politica e militare deve tenere conto. Se qualsiasi azione eversiva o militare  fino a ieri doveva infatti tener conto di un blocco strategico di Poli fisici come frontiere,istituzioni o televisioni, oggi non solo internet ed i social network sono protagonisti importanto ma anche i programmi di messaggistica istantanea risultano veicolo diretto di comunicazione. 

Un fatto che tutti coloro che sono fautori della tecnologia devono tenere conto

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