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L’annuncio è di quelli che alla fine tutti si aspettano ma che in qualche modo non di vorrebbe mai sentire e riguarda la decisione ei Microsoft di dismettere Internet Explorer, il famoso e storico browser per navigare su Internet della casa di Redmond.

Quando ad inizio anno assieme alla nuova build di Windows 10, in un evento dedicato al mondo consumer, Microsoft ha mostrato al mondo un nuovo progetto di browser dal nome più che dignitoso, Project Spartan, la prima domanda che è venuta in mente è stata… E adesso?

INTERNET EXPLORER OVUNQUE E DOVUNQUE

Eggiá perchè fino ad oggi, e da 20 anni, il sinonimo di esplorazione sul Web con Windows passa indubbiamente per Internet Explorer nel bene o nel male. Una avventura iniziata nell’agosto 95 ancora quando Microsoft non credeva in Internet, tanto da non sviluppare nulla di concreto per la navigazione sul web. Solo il successo crescente di Internet e l’interesse degli utenti in soluzioni alternative come Netscape,  portò l’azienda a correre ai ripari sviluppando la prima versione di Internet Explorer per Windows 95 usando il motore di un altro software, Mosaic.

L’immediato successo nell’utilizzo del browser fece cambiare i piani di Microsoft arrivando a decidere di includere Explorer all’interno di Windows 98 e nei successivi aggiornamenti facendo diventare il motore grafico del browser un tutt’uno con Windows. Un unione talmente totale da diventare addirittura di oggetto di attenzioni Europee dell’antitrust per concorrenza scorretta.

UN CARROZZONE DI PROGRAMMA

Con o senza sentenze questo legame indissolubile nel tempo ha fatto crescere il livello di utilizzo di IE a livelli stratosferici toccando nella storia oltre il 95% di penetrazione sul mercato. Il grande successo è naturalmente diventato anche il suo tallone d’Achille trasformandosi da una parte in un punto di riferimento per gli hackers in una continua ricerca di metodi per scavalcare le protezioni. Dall’altra una Microsoft, non solo impegnata a trovare sistemi per bloccare gli attacchi, ma spingendo sul fronte dell’innovazione includendo funzioni e strumenti sempre più complessi, molte volte non standard,  ma avendo come conseguenza l’eccessivo appesantimento del software.

Una situazione insostenibile per l’utente medio, il primo ad abbandonare il carrozzone per rivolgersi s situazioni diverse come Firefox, Opera e più recentemente Chrome. Un cambio di rotta che ha coinvolto in maniera minore le aziende perchè obbligate al mantenimento dello stesso per garantire la compatibilità de software e dei servizi interni sviluppati dalle software house proprio con quegli strumenti causa stessa della sua perdita di velocità e stabilità.

A questa situazione Microsoft ha più volte tentato di mettere rimedio, e sinceramente, centrando l’obiettivo sia a livello consumer che business.

IL PENSIONAMENTO UNA SCELTA OBBLIGATA

Internet Explorer oggi è un browser veloce, stabile, più attento agli standard e capace di adattarsi alle diverse situazioni di utilizzo, garantendo comunque il supporto alle soluzioni aziendali tanto importanti per Microsoft.  Una crescita di potenza e velocità arrivata troppo tardi con molti utenti già trasferiti altrove e senza nessuna intenzione di tornare indietro.

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Per rispondere alla domanda fatta ad inizio articolo si può rispondere che adesso Microsoft si trova di nuovo davanti ad un bivio; e se all’inizio una convivenza tra il nuovo Spartan (nome ancora non ufficiale) ed Internet Exolorer sembrava scontata, oggi tutto questo sembra essere il passato.

Di certo il browser continuerà a vivere ancora per anni in tutte le versioni Windows, che ancora oggi, sono distribuite in tutto il mondo, ma a differenza di prima, l’utente ha a disposizione una scelta che fino ad oggi sembrava impossibile

Windows 10 è un sistema operativo che include tutta la voglia di Microsoft di spazzare via tutte le impressioni negative degli ultimi anni che riguardano Windows 8 ed appunto Internet Explorer, fino a ieri l’ossatura stessa del sistema operativo che oggi appare tanto vecchio.

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