Guardando e riguardando la presentazione dell’iPhone fatta da Steve Jobs il 9 Gennaio 2007, propri dieci anni fa esatti, la prima cosa che mi viene da pensare, oltre naturalmente all’oggetto in senso stretto ed alla rivoluzione apportata al mondo dei device mobili, sono le facce.

Un titolo provocatorio per un articolo scritto come se fosse oggi quel giorno, perché con il senno di poi… Troppo facile

Le facce di tutti i presenti in quella sala seppur davanti ad una rivoluzione così epocale riamngono sostanzialmente incerte ed anche un po’ divertite.

In particolare nel momento in cui un serissimo Jobs spiega che il prossimo sistema di controllo del device non è un mouse o un pennino ma sono le nostre dita, la sala scoppia in una fragorosa risata (vedere dal minuto 6:55 del video più sotto) .Una reazione che, come si può vedere, non piace a Steve, capendo da subito che questa rivoluzione non è in alcun modo stata capita dalla platea, che ricordiamo composta da giornalisti del settore, e quindi già preparati alle novità tecnologiche.

E’ vera innovazione quando c’è rivoluzione?

La chiave di tutto sono le dita mentre la platea si aspetta altro? Di certo nella mente dei presenti  balena l’idea di un device che essere migliore del BlackBerry partendo da quest’ultima idea di utilizzo. Mescolando cosi tanto le carte Jobs ed Apple hanno aperto nuove strade con una rivoluzione, e come tale non capita da subito, e con la necessità di essere assimilata e digerita.

È proprio la reazione dei presenti a quell’evento che deve accendere la luce su tutto, non capendo queste potenzialità si dimostra che quanto mostrato è veramente nuovo, diverso ed appunto innovativo.

Il resto viene da solo.

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