image

Prima venne Siri a seguire Google now ed infine Cortana. Stiamo parlando degli assistenti vocali del mondo degli smartphone; intelligenza artificiale applicata alla mobilità  così da aiutare l’utente a trovare risposte immediate alle proprie domande, magari interrogando il motore di ricerca di riferimento con frasi semplici e soprattutto strutturate come avviene nel linguaggio naturale.

Oggi il salto evolutivo si chiamano bot ovvero assistenti virtuali integrati all’interno di servizi di messaggistica istantanea.

Uno dei primi esempi e quello presentato da Facebook, durante la conferenza F8 dedicata agli sviluppatori, ed applicata a quel lavoratorio sperimentale che é il proprio Messenger. l’intento é quello di integrare una intelligenza artificiale chiamata Bot (IM Bot) cioè un sistema per cui l’utente possa dialogare con qualsiasi azienda, istituzione o sito web alla ricerca di informazioni strettamente collegate a chi offre il servizio in un meccanismo talmente naturale da far sembrare il dialogo frutto di uno scambio di informazioni tra un call center e l’utentre.

Una efficacia che a pieno regime permetterà risposte automatizzate ed integrate con l’utente senza la necessità che una persona fisica si trovi dall’altra parte della tastiera ovvero dall’altra parte della chat!

In questo scenario i Bot possono diventare il vero nuovo strumento di interazione con gli utenti ponendosi come veri e propri sostituti al servizio clienti offrendo customer care diretto, sempre attivo e a disposizione in qualsiasi momento del giorno e della notte.

image

Ma quale é l’idea alla base dei Bot?

I Bot non sono prettamente legati a chi offre servizio ma sono vere piattaforme su cui sviluppare ed espandersi. Se Siri, Cortana,  o Google now sono gestiti direttamente da i propri creatori al fine di legarsi al sistema su cui sono stati inseriti, i Bot sono disponibili allo sviluppo dei singoli che possono in questo modo creare propri assistenti personali che interagiscano attraverso la messaggistica istantanea con gli utenti creando un vantaggio non da poco se si considera che domande e risposte create all’interno di ambienti di messaggistica possono rappresentare il modo più semplice non solo per raggiungere gli utenti ma anche, e soprattutto ,per dare risposte immediate proprio quando nasce la necessità.

Un futuro di bot è un futuro fatto di assistenti personali sempre disponibili e non più legati alla piattaforma, ma legati all’azienda all’utente al servizio a cui sono delicati.

Il continuo utilizzo da parte degli utenti di questi strumenti unita alla successiva espansione permette di creare ecosistemi intelligenti e capaci di offrire sempre la risposta giusto a chi la richiede. Un know how che nasce dal basso e che si concretizza con le domande effettuate dagli utenti stessi.

Ma come funzionano i Bot?

Immaginiamo per un momento di voler sapere gli orari di una sala cinematografica , avere informazioni da un servizio pubblico oppure voler conoscere informazioni particolari di un prodotto o servizio. Questi ed altri scenari sono l’ambiente ideale dove interagire con i Bot, che nella realtá si configurano come veri e propri contatti. Disponibili nelle chat tra gli elenchi nel momento in cui vengono aggiunti sono soggettu a cui scrivere allo stesso modo con cui lo si puó fare con una persona fisica o un classico servizio clienti.

Risposte immediate e generate da algoritmi sempre più affinati con lo scopo di fornire le risposte giuste, sempre e comunque.

L’idea sembra piacere sia agli utenti e sia ai produttori di Software tanto da spingere sul pedale dell’acceleratore verso una veloce integrazione. Non a caso soluzioni simili sono già state presentate da applicazioni come Telegram o Snapchat, nell’attesa di un arrivo non solo su Facebook Messenger ma anche all’interno di sua maestà WhatsApp.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn