Internet of Things

Da tempo si parla di internet delle cose ovvero di sistemi capaci di interconnettersi tra loro sfruttando la rete internet per comunicare e scambiarsi informazioni in tutta autonomia.

Se il futuro che si mette di fronte riguarda un mondo in cui sempre di più persone sono connesse al web, già qualcuno dalle parti di Silicon valley (non solo), ha già spostato il focus verso una Internet indipendente dove i device comunicano tra loro per migliorare la vita a tutti noi.

Magari in questo futuro qualcuno più geek dentro sembra di rivederci Skynet, la rete di computer della saga di Terminator, oppure le famose macchine di Matrix. Un prossimo non certo invitante ma che nella realtà può invece diventare qualcosa di più reale e certamente meno inquietante

A porre l’acceleratore in questo processo di integrazione tra cose, connessioni e persone c’è anche Google con il suo nuovo processo chiamato Brillo.

Brillo è il sistema operativo di Google, basato su Android, che secondo gli ingegneri di Mountain View è la base su cui costruire il prossimo internet delle cose. Un sistema più semplice di Android ed ancora più versatile perché capace di girare anche all’interno di dispositivi dotati di al massimo 32mb di RAM

Gli obiettivi di questo progetto sono l’unione di componenti creati da aziende di tutto il mondo che sembrano al momento essere distanti luce fra loro ma che grazie ad una base comune potranno diventare una sola entità interconnessa.

Nest Hand

Un progetto che parte dal mondo della domotica così da trasformare facilmente gli oggetti di uso quotidiano che abbiamo in casa per connettersi tra loro, connettersi ai fornitori e comunicare con noi stessi, magari con lo smartphone. Un solo sistema operativo per facilitare i produttori nella creazione dei prodotti e fornire uno standard agli utenti che possono usare le stesse applicazioni per comandare oggetti diversi.

L’idea di Brillo naturalmente non nasce dal nulla e già da tempo Google è attiva nel mondo della domotica. Nest, il termometro intelligente, ne è un esempio concreto. Una acquisizione che nel 2014 ha fatto scalpore per la cifra offerta di 3,2 miliardi di dollari offerti sostanzialmente ad una StartUp ma che alla luce dei fatti non sono altro che un investimento fatto dal gigante de motori di ricerca per porre le fondamenta verso il prossimo futuro chiamato Internet of Thigs

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