Amazon Logo

Ricordo ancora perfettamente la dichiarazione di Eric Schmidt allora CEO di Google quando gli fu chiesto se temeva di più Apple o Microsoft. La risposta fu diretta: noi temiamo Amazon.

Quella che qualche tempo fa a molti è sembrata una risposta sui generis è alla luce dei fatti una presa visione anticipata della realtà che solo un dirigente di esperienza come lui poteva dare, ed intuire.

In quelle parole è stato inquadrato tutti quanto rappresenta Amazon, ancor di più oggi.

Nato da una idea di Jeff Bezos nel 1995 solo come libreria online è pian piano cresciuto nell’offerta di prodotti. Dapprima vendendo CD, DVD e merchandising, e poi allargando il proprio magazzino fino a coprire praticamente ogni settore ed arrivando oggi ad essere il sito di e-commerce numero uno al mondo.

È sbagliato però intendere Amazon come semplice sito di commercio elettronico perche oggi non c’è settore sul web che non sia coperto dall’azienda di Bezos.

Oggi Amazon non è solo un sito ma un insieme di servizi che trovano terreno fertile all’interno di una crescita costante dalla richiesta.

COSA È ESATTAMENTE AMAZON?

Amazon mondo è oggi un sito di e-commerce? Certamente. È un fornitore di strumenti per creare e gestire piattaforme sul web? Tra i migliori. È un produttore hardware? Anche. È uno sviluppatore software? Si.

È dunque questo incremento dell’offerta che ha portato Schmidt a questa dichiarazione? Non solo! Eggiá perche la creatura creata da Bezos è anche qualcosa d’altro ovvero un marketplace di produttori e rivenditori tra i più grandi del Mondo.

Questo vi sembra famigliare? Se state pensando ad eBay ed ai suoi rivenditori professionali avete fatto centro perché Amazon oggi è anche questo: un sito dove chi ha un negozio o offre un servizio può creare un proprio spazio dove vendere. Senza neppure la necessità di creare un proprio sito!

AMAZON ACCENTRATORE DELL’OFFERTA

L’utente che è alla ricerca di un bene o servizio da acquistare sul web ha due possibilità: cercare su internet il rivenditore online, trovato magari attraverso il sistema di advertising di Google, oppure andare su Amazon e cercare lo stesso bene all’interno di una offerta allargata non solo al magazzino interno ma anche a tutti quelli dei fornitori iscritti.

In questo scenario la facilita di acquisto che passa attraverso la fiducia, la base del commercio, data dal portale cosi come il proporsi in nome e per conto dei fornitori per i rapporti con i clienti, crea una disparità difficilmente recuperabile non solo dai singoli ma anche da Google stessa.

GOOGLE ED AMAZON PROTAGONISTI AL BIVIO

Se nel commercio di tipo locale, dove l’offerta può essere circoscritta ad una vendita o ad una offerta di servizio da consumarsi in loco, il modello economico su cui si basa il motore di ricerca di Mountain View è ancora strategico, il discorso appare immensamente diverso nel commercio puramente online dove Amazon appare anni luce avanti agli altri.

Appaiono quindi fondati i timori di Google che sono strettamente legati alle scelte dei singoli produttori o rivenditori nell’affidarsi ad un proprio sito di e-commerce oppure abbracciare il sistema di Amazon che appare oggi vincente.

A tutto questo dobbiamo inoltre aggiungere il forse troppo scarso interesse di Google a proporre un proprio vero sistema di e-commerce, cosi come Amazon al momento non ha mostrato vero interesse nel commercio di tipo locale. Solo una mossa a di una o dell’altra parte potrebbe decisamente dare una scossa alla sfida.

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