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A poco meno di quattro mesi dal suo lancio, Streamago (www.streamago.com), l’app indipendente di live streaming, ha già raggiunto un milione di utenti nel mondo (vd. qui la mappa interattiva), confermando l’effettivo trend di crescita del mercato dei video in live streaming che ha ancora un enorme potenziale di sviluppo, e la sua capacità di raggiungere facilmente gli utenti più giovani.

L’app, disponibile sia su iOS che Android, permette ai suoi utenti di registrare video in diretta sia pubblicamente che privatamente e su molteplici piattaforme social e canali mobile. Sul totale di 1 milione di utenti Streamago, oggi più di 800.000 sono utenti attivi mensili e circa 180.000 sono utenti attivi giornalieri, numeri che crescono giorno dopo giorno. I dati di utilizzo dell’app parlano di una permanenza media sull’app di 6 minuti e ben sette visite giornaliere per ogni utente (Fonte Business Insider), tali dati sono molto simili a quelli fatti registrare da Instagram e superano perfino quelli di Pinterest e Twitter.

“Questa è l’epoca dei video in live streaming”, afferma il co-founder e CEO Daniele Calabrese, veterano delle mobile application che aveva già creato “Soundtracker”, il primo social music network geo-localizzato di sempre. “Il live streaming sta percorrendo la strada già intrapresa dalle app di messaggistica e di condivisione sociale ma Streamago permette a chiunque di connettersi e interagire in maniera più ricca ed accattivante di quanto esse possano fare da sole, essendo stata la prima app di video streaming a integrarsi con Whatsapp, Messenger, Indoona e, prima ancora con I maggiori social network ”.

Gli utenti di Streamago possono infatti visualizzare ed interagire con le dirette sia da mobile sull’app che dai loro pc su Facebook e possono condividere i propri video e quelli dei loro amici praticamente su ogni piattaforma, sia social che di messaggistica istantanea. Terminata la registrazione, i live restano disponibili sotto forma di “VOD” (video on demand) a meno che l’utente non decida di cancellarli.

La Streamago.tv, inoltre, permette ai suoi user di visualizzare, condividere, curiosare ed interagire con i video pubblici di amici e sconosciuti in giro per il mondo. Mentre alcune aziende stanno testando diversi metodi di monetizzazione per i video in live streaming, Streamago si sta invece focalizzando sul continuo sviluppo e miglioramento della user experience.

“Streamago è un vero e proprio strumento di comunicazione rivolto a tutti,” afferma Calabrese, “e per questo è costantemente focalizzato sullo sviluppo di una user experience sempre più accattivante con l’obiettivo di far divertire e intrattenere gli utenti in maniera spontanea, facilitando l’interazione tra loro in base a interessi, propensioni e gusti comuni”.

Oggi un esperto team di sviluppatori, data scientist e growth hacker stanno lavorando da San Francisco e dall’Italia per fare in modo che Streamago continui a crescere e diffondersi. I dati riguardanti le caratteristiche dei suoi utenti lasciano presagire un enorme potenziale. Gli utenti Streamago sono infatti prevalentemente giovani e contribuiscono fattivamente a creare un social particolarmente fitto di connessioni per un’app relativamente giovane. Più del 90% ha più di 100 amici/followers, mentre oltre il 50% ne ha più di 500. Infine, il 90% ha un’età compresa tra i 13 ed i 28 anni (Fonte FB Analytics). I millennial e la generazione Z (i veri nativi digitali, venuti al mondo tra il 1996 e il 2010) sono quindi il main target dell’app. Ciò ha favorito l’incredibile crescita virale che ha permesso all’app di affermarsi con decisione in diversi paesi europei, come Italia, Regno Unito, Austria, Francia, Germania, Spagna, e gli USA.

Streamago fa registrare anche ottime prestazioni in termini di retention: più della metà degli user si riconnette entro 7 giorni, il 44% entro un mese ed il 26% entro i tre mesi. Questi numeri sono in linea con le app presenti in top10 tra gli store Google Play ed App Store. (Fonte Quettra Mobile Analitics)

“I più giovani non smetteranno di usare i social, stanno semplicemente passando alle tecnologie più all’avanguardia” dice ancora Calabrese.

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